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Cinque per mille

Anche quest’anno è previsto il  cinque per mille. Lo conferma la “Legge di stabilità” (Legge n.183 del 12 novembre 2011) per il 2012, nello specifico ecco la citazione dell’articolo 11:
Le disposizioni di cui all'articolo 2, commi da 4-novies a 4-undecies, del decreto-legge 25 marzo 2010, n. 40, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 maggio 2010, n. 73, relative al riparto della quota del cinque per mille dell'imposta sul reddito delle persone fisiche in base alla scelta del contribuente, si applicano anche relativamente all'esercizio finanziario 2012 con riferimento alle dichiarazioni dei redditi 2011.[…] Le risorse complessive destinate alla liquidazione della quota del cinque per mille nell'anno 2012 sono quantificate nell'importo di euro 400 milioni.

Il cinque per mille equivale al valore della quota dell’imposta sul reddito che, in base all’indicazione del singolo contribuente, andrà a finanziare enti, associazioni, istituzioni o organizzazioni non profit che svolgono particolari attività benefiche, di ricerca scientifica o di rilevanza sociale. Nello specifico il cinque per mille può essere destinato a organizzazioni senza fini di lucro (non profit) di utilità sociale, associazioni di promozione sociale e associazioni riconosciute (tra cui quelle sportive dilettantistiche), enti o istituzioni di ricerca scientifica e sanitaria e università.
Questo tipo di finanziamento al cosiddetto “terzo settore” è stato per la prima volta previsto dalla Legge Finanziaria del 2006.  Il cinque per mille non prevede costi aggiuntivi per il contribuente, che dovrà limitarsi semplicemente a compilare l’area dedicata nella propria dichiarazione dei redditi (modelli 730, Unico o CUD) e scegliere il soggetto destinatario della quoto di Irpef.
E’, infatti, il singolo contribuente a dover decidere a quale ente, organizzazione o associazione dovrà essere devoluto il cinque per mille, indicando il nome e il codice fiscale del soggetto destinatario..
Nel caso il cui il contribuente non indichi alcuna preferenza in merito, la quota prevista per il proprio cinque per mille rimarrà allo Stato.